martedì 20 maggio 2014

Una vita in vacanza, una vacanza a casa.


Strano dire a tutti gli amici subacquei al porto, "vado in ferie" e riferirsi a bussolengo, paese vicino al lago di garda dove sono nato.
Eh si, era tanto che rimandavo e programmavo, un lungo break dal lavoro, 4 mesi di ferie spensierate.
Da copione, le ferie devono iniziare, o finire, in thailandia.
Avevo convinto alcuni dei miei amici italiani a fare la pazzia di prendersi un periodo piu lungo del normale, e incontrarci proprio la, senza tanti piani, e vedere poi che fare.
Volevo fare anche, finalmente dopo anni, un inverno intero sulle alpi, sperando che Dio me la mandasse buona con tanta neve sulle dolomiti.

Passai il natale e capodanno a lavorare, le feste erano nell aria cmq, e la gente in ferie e' sempre felice, e mi da vita facile al lavoro.
Decidemmo poi, dopo lavoro di fermarsi a campeggiare in tenda sulla spiaggia di un isola, e festeggiare li con altri del gruppo di stranieri che vivono qui, a Kota Kinabalu e fare festa a modo nostro, nel silenzio della natura e a luce del fuoco.
Ci fu un tempo fantastico, cielo stellato, niente zanzare, acqua calma e tiepida che eravamo sempre dentro.
Alla fine, si unirono all idea in tanti, e il gruppo era davvero cool. Avevamo una chitarra, un ukulele, e una Mangiafuoco che ci sapeva fare davvero









FOTO5

Quell isola, dopo le 5 di sera non c e' piu nessuno, e divento' il teatro delle nostre cazzate, senza nessuno che controllasse o giudicasse le nostre gesta.
Prima del tramonto provai un esperienza che non avevo ancora fatto prima. Andarmene a spasso sott acqua durante il tramonto, ma non con l equipaggiamento da immersioni, ma con la sola bombola e erogatore, senza pesi o pinne, volevo fare tutto al rallentatore ma funziono' in qualche modo. Dopo un po la spiaggia scendeva dalla parte corallina in una ripida discesa che da 2 metri di profondita' ti portava fino a 15. Scendevo a passi saltati per via della non gravita' che avevo in acqua, e guardavo in su appena atterravo dopo ogni salto nel vuoto. Guardavo in su e vedevo la superficie sempre piu lontana, e intanto il cielo diventava sempre piu arancione. Una volta sul fondo la luce era poca, il sole se ne era sceso dietro l orizzonte che non vedevo da li, ma mi stavo godendo uno spettacolo. Anche sott acqua il crepuscolo porta cambiamenti, sia a coralli che ai pesci. C e' chi va a dormire, chi si sveglia, e chi va a caccia approfittando di questa fase.
E io me ne stavo li a guardarli, in piedi sul fondo sabbioso, con un tubo in bocca, l ultimo tramonto dell anno da un diverso punto di vista.
Mi succede sempre, quelle poche volte che riesco ad essere sott acqua da solo, a farmi coinvolgere dagli avvenimenti e le relazione della vita marina, ognuno ha il suo posto, il suo scopo e fa la sua parte, e se riesci a essere tranquillo col respiro e lento nei movimenti riesci anche ad essere accettato nel gioco, anche se per un breve periodo di tempo, poi l aria nella bombola finisce.
 Lavorai fino al 3 gennaio, poi mi feci il mio primo tatuaggio, finalmente, sapendo che non avrei dovuto entrare in acqua presto, giusto un paio di giorni prima della mia partenza.

Partimmo poi, io e Carmen prima, verso koh phangan, la mia isola preferita della thailandia, dove gia' sapevo dove andare e come muovermi.
Treno, aereo, bus, nave e arriviamo. Era tanto che non facevo questo tipo di vacanza, e finalmente ero li, all inizio dei miei 4 mesi di ferie.
Noleggia il motorino appena arrivato, prenotai le camere per gli amici che erano in arrivo di li a qualche giorno, e ci godemmo 3 giorni di puro relax colazione-spiaggia-pranzo-spiaggia-cena.  Una baia piccolissima, sembrava una spiaggia privata, un bungalow basilare per spendere poco, tanto ci andavamo solo per dormire, e una piscina fantastica.










Arrivarono poi gli amici, non li vedevo da piu di un anno ed era la loro prima volta in asia. Sapevo che sarebbe stato una botta sia meteo, che culturale-culinare e avrei rivisto tutti i miei errori ripetuti, e mi sarei pure fatto grasse risate a vedere cosa potevamo combinare.
anni fa, durante i miei viaggi, avevo sempre pensato che bello sarebbe stato portare a fare tutte le pazzate che stavo facendo i miei amici di sempre, quelli con cui, fino all inizio dei miei viaggi, avevo condiviso tutte le esperienze "caserecce".
Quanto si sarebbero divertiti a girare seminudi in motorino per stradine sterrate di un isola tropicale, alloggiare in un bungalow con tetto di paglia a 10 metri dal mare, e sorseggiare mojito seduti sulla spiaggia a guardare giocolieri del fuoco.
Ma sapevo anche quanto dura sia, nello stile di vita occidentale, prendersi abbastanza liberta' di poter fare queste cose.
Ma in qualche modo era successo, e dopo anni di idee, si realizzo'.
Li aspettai al porto, volevo vedermeli arrivare, sudati e stressati dal viaggio e dal fuso orario, dal caldo e dallo zaino a spalle, e raccontargli tremende storie sugli alloggi che gli avevo trovato, romanzando un po sulla taglia e voracita di scarafaggi e topi, e sulla pulizia dei bagni, riuscii a farli tremare.

Alla fine il posto era bellissimo e tranquillissimo. Avevamo nei programmi di andare al famoso full moon party, ma la quantita' di inglesi e russi ubriachi ci mise poco a far passare la voglia sia a me che a loro. Andavamo nei vari ristorantini a mangiare, a visitare le varie spiaggie del isola, ogni tanto in paese a comprare scorte di schifezze cioccolatose da portarsi in camera e qualche drink per festeggiare.




Dopo 5 giorni a koh phangan decidemmo di muoverci verso phuket, citta' maledetta dal turismo, e scappare poi a Kao Lak, sempre sulla costa ovest, ma piu a nord, dove non ero mai stato.
Da quanto piccolo e' il mondo, scoprii che e' proprio il posto dove un mio caro amico istruttore subacque, lavora 6 mesi all anno, e anche un altro collega nostro caro amico era da quelle parti in cerca di lavoro.  Le spiaggie e il tramonto erano bellissimi, e l atmosfera rilassata, scoprimmo poi una spiaggia fuori paese, molto solitaria, ma con dei chioschetti in bamboo e foglie di palma gestito da una famiglia locale, con un gran servizio per pochi soldi, cibo, bibite e perfino ombrelloni!!! cazzo che italiani che siamo, gli ombrelloni in asia non li avevo mai visti se non appunto, nei posti con italiani.
C era perfino un ragazzino sordomuto, che ogni 20 minuti veniva a inclinare l ombrellone in corrispondenza del movimento del sole. Poca altra gente, qualche tedesco ciccione che si faceva massaggiare per lo piu.



Gli ultimi giorni li facciamo a Bangkok, la caotica capitale, anche li, da bravi turisti, compriamo tutti i regalini all ultimo momento ai mega market che solo li puoi trovare. Trova qualcosa di fico o tipico, contratta sul prezzo, comprane 15 e sei a posto.
Il movimento notturno di Bangkok, il vambiamento della citta' tra giorno e notte, lo sporco e il traffico rese bene l idea agli amici, come si presentassero le grandi caotiche citta' in asia.
Fu divertentissimo, non mancarono i colpi di scena, le truffe, e gli avvenimenti paranormali che devono sucedere in questo tipo di vacanza.


Dopo i saluti, i miei amici volarono diretti in italia mentre io presi un volo per Dubai, dove non ero mai stato, su invito di una carissima amica koreana con cui vivevo a Cairns, in australia, tanti anni prima, e che per ricambiare l ospitalita' che le avevo dato a Verona qualche anno fa, mi offriva alloggio e da farmi da guida turistica di questa stranissima invenzione di qualche sultano.
Dubai non e' una citta'. E' davvero qualcosa di unico, pazzescamente pulito e ordinato, e disgustoso allo stesso tempo,dove tutto e' modernissimo, regna il lusso e il consumismo sfrenato, girano solo suv o macchinoni, ferrari e lambo inclusi. Ma sono mussulmani, e dovrebbero predicare tutto il contrario del materialismo che invese si vede ovunque.














Li e' tutto megalomane, dai prezzi, alle auto, i centri commerciali, e i grattacieli. Quandi si arriva con l aereo non ci si puo' credere, questa macchia grigia sulla costa, circondata dal piu piatto e privo di vegetazione deserto.  Hanno perfino costruito isole artificiali per costruirci appartamenti costosissimi da comprare praticamente come investimento. I prezzi immobiliari sono sempre impazziti, insomma, il paradiso per che cerca vita facile e ppiena di possedimenti, l incubo di chi respira per un po di liberta'. Ovviamente per far funzionare una societa' del genere, ci vogliono regole ferree e farle pur rispettare.
Dovevo stare 4 notti, cercai di scappare, dopo aver capito di cosa si trattava, ma non fu cosi.
Alla fine con Sina, la mia amica, e altri quattro matti, riuscii a farmela passare alla grande, divertirsi a parlare di come siano diverse le cose della vita li, a come tutti loro, dopo aver messso via i soldi di cui avevano bisogno, erano pronti a scappare e tornare a godersi i piaceri che li mancano dopo qualche anno.
La mattina del volo. un cartello autostradale, su quell autostrada gigantesca a otto corsie, decise di cadere e occuparne due, che nell ora di punta, con tutti che vanno in ufficio, mi fece perdere l aereo.
Grazie al cielo ero ospite, avevo gia amici e avevo qualcuno con cui cazzeggiare efarmela passare perche' per non perdere i soldi del volo dovevo sostituirlo con lo stesso volo, la settimana dopo. Se fossi stato li da solo, e avessi dovuto pagarmi vitto e alloggio avrei finito tutti i soldi che avevo risparmiato per i tre mesi in italia e mi sarei annoiato come non mai.
Ed e' pure grazie alla mia amica, che lavora nella compagni aerea con cui avrei volato, che riuscci ad avere il nuovo volo senza pagare aggiunte, visto che alla fine non era colpa loro che avessi perso l aereo.
Mitica.

Casa sua era ai margini della citta', dalla sua finestra si vedevano altri 2 edifici e poi il nulla, piatto fino a dove l occhio poteva vedere. Fin che lei lavorava io usavo la palestra e la piscina, c era un supermercato li sotto e cucinavo io visti i prezzi proibitivi dei ristoranti.
Fino a che arrivo' il giorno del secondo tentativo di fuga da Dubai, pregai Sina di svegliarsi alle 530 di mattina e portari all aereoporti in largo anticipo, ero gia' in panico, era la prima volta che perdevo un aereo, e ne ho presi tanti ultimamente.
La ringraziai per i mille e piu favori che mi fece, e mi imbracai per il volo fino a belgrado, dove ne avrei avuto uno dopo due ore, uno per milano.
Autobus da malpensa, treno fino a verona ed ero a casa dolce casa, finalmente al freddo... ma  c erano 15 gradi!!!
Non vedevo davvero l ora di infilare i miei piedi negli scarponi e scivolare sulla neve, mangiarmi lesso e peara' e godermi i confort di casa come non facevo da tempo, e stavolta per piu a lungo che mai negli ultimi 7 anni.
Adesso pero' vado a dormire, domani sono immersioni e mi svegliero, come sempre alle 6:15.

arrivederci alla prossima puntata


domenica 1 settembre 2013

Per un altro quasi anno ci ho provato varie volte, ma ho sempre fallito  a scrivere.
Da quando sono tornato in Sabah, dopo un mesetto a casa in Italia, sembra che il turismo sia davvero aumentando qui.
Sara' che fare immersioni e' piu economico col passare del tempo, e che la classe economica media asiatica (cinese soprattutto) stia aumentando, possano permettersi ferie spesso e sembra vengano tutti qui.
Sulle isole dove lavoro  a volte sembra rimini a ferragosto, non c e' un buco libero in spiaggia, anche in acqua ci sono meno pesci che  cinesi che si rotolano incontrollati nell acqua bassa e si tagliuzzano i piedi sui coralli schiamazzando urlando e facendo acuti sulle vocali (dovuti alla loro lingua) che mi spingono a immergermi in acque profonde per non sentirli il piu presto possibile.
Io di cinese continuo a non capirci una minchia, e loro del mio inglese neanche. In qualche modo riesco quasi sempre a portarli giu', ma gli inconvenienti, gli attacchi di panico, le pallonate in superficie e i disastri abbondano.
Almeno tre volte a settimana, durante i miei corsi e le varie cazzate fatte dagli studenti, penso"questa devo scriverla sul blog"
Dopo esperienza giornaliera di variegati tipi di clienti, e catalogazione dello stile, ne abbiamo riconosciuto pi u o meno 6 razze diverse, delle quali due davvero spaventose. La "donna di casa" e "il colletto bianco".
Quest ultimo riconoscibilissimo gia' dalla mattina. Pelle bianchissima, schiena ricurva, sopratutto il collo, occhiali spessi, sempre gentile ed educato, ma con uno sguardo senza espressioni.
Quando sara' ora di mettere la muta sfoggiera' il suo costume stretto a boxer tirato su fino quasi alle ascelle e le palle strangolate sotto in bella vista.
Li gia mi guardo con gli altri della ciurma per vedere chi se lo becchera' in acqua. Ma tanto, in un gruppo di 6 cinesi, ce ne sono almeno due cosi.
Poi la donna di famiglia e' tragica, una di quelle vecchio stile cinese, che spende quasi tutto il suo tempo in casa a pulire, lavar vestiti e cucinare e della vita non ne sa molto, men meno che di acqua, nuotare, fare il bagno che non sia in vasca.
Spesso, come in molte altre attivita', lo sguardo e comportamento eccitato della mattina cambia in gambe tremanti e sguardo terrificato al momento del salto dalla barca.
Questi tipi di persone vanno in panico totale una volta in acqua, il giubetto (GAV) li fa galleggiare ma restano a faccia in giu, si dimenano, e quello di noi che e' gia in acqua, deve recuperarli in fretta, girarli e tenerli fermi con prese da wrestling americano, o tutto il loro dimenamento incontrollato li fara' tornare presto a faccia in giu.
Sono le uniche persone che possono affogare in acqua profonda un metro e con giubbetto di salvataggio addosso.
Poi si nuota verso la spiaggia, tirandoli ovviamente, perche' o non pinnano per niente, o lo fanno a bicicletta sprecando energia senza nessuna spinta.
Se Dio ce la manda buona, le condizioni sono ottimali, sole, acqua tiepida e mare calmo, buona visibilita' sott acqua , niente correnti e tanti nemo(pesce pagliaccio),  e in un modo o nell altro ce la caviamo, ma se ci sono onde e bassa visibilita' sono cavoli amari.
Il 95% dei cinesi non ha mai fatto e mai fara' sport. Mettergli 15 chili di bombola sulla sciena e chiedergli di restare fermi in piedi e' un avventura. Le onde li spingono a riva, in acqua bassissima, restano inchiodati con la bombola insabbiata e gambe all aria, sembra che abbiano una tonnellata che li inchioda al terreno, si dimenano e lamentano e urlano come qualcuno li stesse torturando con ferro rovente,  come vedere una tartaruga sottosopra che si dimena per rimettersi dritta.
Ricordo il periodo del capodanno cinese, a inizio febbraio. Per loro e' una grande celebrazione, dura due settimane, fuochi d artificio tutte le sere, da fare invidia a Napoli, e vanno tutti in vacanza per due settimane.
E' la tanto attesa alta stagione per tutti i boss, e l incubo di tutte le guide turistiche e noi istruttori subacquei, o chiunque avra' a che fare con loro.
Milioni visiteranno il Sabah, e molti proveranno questa nuova avventura sottomarina di vedere Nemo in persona!! il pesce piu antipatico scorbutico e aggressivo al mondo tra l altro!
in quelle settimane la spiaggia di Sapi (isola dove solitamente portiamo i principianti), in caso di mare mosso, sembra lo sbarco in normandia. un minimo di 150 persone con atrezzatura addosso che si dimena e lamenta rotolandosi sulla sabbia, cadaveri ambulanti che non ce l hanno fatta o che hanno rinunciato, con la faccia delusa all ombra del pontile, gente che tossisce per l acqua salata ingoiata, avendo fatto tutto quello che l istruttore gli aveva chiesto di non fare solo 5 minuti prima.





Moltissimi soffrono il mal di mare e posso dire che non ci sia mai stato un giorno in mar mosso senza nessuno che vomita, sulla barca o sotto acqua.
I cinesi sono davvero l incubo di tutti gli istruttori, tanto che quando sappiamo vengano da quel paese dobbiamo diminuire il ratio, che di solito un istruttore, in buone condizioni, puo' portare 8 persone, se sono cinesi si abbassa a due.
Il motivo e' semplice, abbiamo solo due mani, e dobbiamo tenerli al guinzaglio per tutto il tempo CHE i loro fragili corpi e muscoli atrofizzati sono in acqua, bassa o profonda.
Quei pochi che riescono a cavarsela decentemente, mancando completamente di educazione al rispetto e cura dell ambiante nel loro paese, vogliono toccare tutto, prendere i pesci, spezzare pezzi di corallo per portarli poi insuperficie, farli vedere alla morosa, e ributtarli in mare poi. Maledetti!

Entrambi i miei assistenti (Divemaster) parlano cinese, e lascio fare il briefing a loro.  Molte volte i clienti cazzeggiano e non lo prendono sul serio, schiamazzano e scherzano, e fanno andare in bestia tutti noi perche' una volta in acqua inventeranno mille scuse e faranno mille domande pur di evitare di immergere la testa ancora e prendere tempo.
Per i piu disobbedienti abbiamo le nostre punizioni segrete. Una delle mie preferite e' portarli nell angolo di spiaggia dove e' pieno di danzel fish, quei piccoli bastardi (massimo 10-12 cm) peggio dei cani randagi. Una volta che entri nel loro territorio, prima ti caricano ringhiando ed abbaiando per qualche secondo come avvertimento, appena gli dai le spalle ti morderanno i polpacci costantemente fin che non ti sposti.
Ma alcuni se lo meritano, e noi sappiamo bene dove si trovano i vari territori.  Proporzionalmente dalla frivolezza dei clienti e dal loro impegno a farci incazzare, si beccheranno il danzel fish piccolo, medio o grande.
Quello grande, gravemente sottovalutato per le sue cmq piccole dimensioni, puo mordere 3 volte al secondo e infliggere morsi da far invidia ai draghi di komodo.
Non possono solo stressarmi loro, o no?? dovro' pure ridere un po anch io??

Un esempio pratico: prima di portarli in profondita' dobbiamo assicurarci che siano in grado di svuotare la maschera dalle infiltrazioni d acqua, senza andare in panico totale visto che affogherebbero.  Insegnamo questo in acqua profonda 1 metro, inginocchiati sul fondale, dove, in caso di panico, ci si puo' facilmente alzare in piedi ed avere la testa fuor d acqua.
bisogna semplicemente soffiare aria dal naso , che forzera' l acqua fuori dalla maschera.  Davvero semplice, ma e' l ostacolo piu grosso che molti di loro abbiano mai affrontato in vita. Ho visto ragazze piangere, e tanti rinunciare dopo un paio di tentativi.
Alla prima goccia d acqua che entra nel naso impazziscono e vanno in panico totale incontrollato. A volte devo farli ripetere 20-30 volte, ripetere tutte le volte "devi soffiare col naso, non con la bocca" per vederli l ennesima volta soffiare con la bocca. Poi mi sento dire "ma non posso, non e' possibile" oppure "ma lo sto facendo ma non succede niente", ma io vedo da dove escono le bolle, e sicuro non dal naso!!
"ma mi avevano detto che e' facile, che voi professionisti avreste fatto tutto il lavoro" etc.... ma cosa avete, una pompetta dietro la nuca per farvi soffiare acqua dal naso e dei cavetti da tirare per farvi muovere le gambe e pinnare per avanzare???
 Poi si lamentano per il mal di testa, e gli faccio notare che per la paura che entri una goccia d acqua nel naso hanno stretto la cinghietta della maschera che andrebbe stretta anche al mio polso, bloccando la circolazione del sangue alla testa e facendo uscire i loro occhi dalle orbite.

In questi due anni ho sviluppato in me una pazienza che mai avrei immaginato di poter avere, ma qualche giorno, dopo 47 tentativi e 118 scuse e domande idiote, ancora mi immagino li in spiaggia, a braccia e sguardo verso il cielo, tipo Ryden di mortal kombat, attirare un fulmine dai nuvoloni neri, e scatenarlo addosso a quel cinese urlando con voce grottesca "TI HO DETTO DAL NASOOOOO"
Queste immagini sono le uniche cose che riescono a farmi tornare il sorriso in faccia, tornare contento e riprovare.
Oltre alla pazienza e alle punizioni, in questi due anni e mezzo di pratica abbiamo sviluppato delle tecniche di insegnamento migliori per i diversi stili di panico.
La piu bella, inventata dal mio capo, e' quella presa dai film americano del polizziotto buono e quello cattivo.
Lui (o un altro divemaster che parla cinese) fa la parte del buono, quello che da consigli e lacia tempo per provare e praticare, spiegando che invece l uomo bianco (io) non perdona, e' strettisimo di maniche e valuta solo quello che vede, percio' il cliente in questione puo' praticare un po con lui, per poi passare al test da me, che non riuscendo a capirci a parole, usero' solo segnali subacquei standard, e faro' passare solo cose fatte bene.
Devo dire che la cosa funziona benissimo, non so cosa gli dica esattamente, ma a volte, soprattutto quelli giovani, arrivano da me con la faccia terrorizzata da prima degli esami di maturita'. Per me e' facile, aggrotto le sopracciglia dietro la maschera, non dico una parola, faccio i miei segnali, scendo e aspetto che mi dimostrino le loro capacita'.
Se sapessero che cazzone che c e' dietro quelle sopracciglia aggrottate che gli punta l indice in faccia, chiamandoli per il loro turno!!
Nella maggior parte dei casi, la paura di dover buttare i soldi del corso perche' li boccio, forza la loro mente a trattenersi e dare davvero il massimo, anche se rigidissimi e senza grazia, nella maggior parte dei casi cosi, riescono a performare il richiesto.
Cosi, alla fine, ognuno ottiene il voluto, e se loro vincono alla fine vinciamo anche noi, tutti contenti, e loro avranno una storia (che ingrandiranno 20 volte) da raccontare agli amici una volta tornati a casa, storia di imprese eroiche e successi da fare invidia alle storie su Chuck Norris.

Rileggendo mi sa che mi lamento un po troppo eh???  Va beh, passiamo alla parte bella della mia vita allora.
Non ho piu scritto, non perche' non abbia da raccontare, ma e' proprio la pigrizia di mettersi davanti al computer. Piu passa il tempo e piu mi sto davvero distaccando dalla tecnologia. Davvero penso che Facebook sia l unica cosa che ancora mi fa andare ad aprire il notebook.  Mi fa piacere tenermi in contatto con amici a casa e altri in giro per il mondo, e mi aiuta a convincerli a venire a trovarmi.
Il telefono sta diventando sempre piu pesante, sono  passato dallo smartphone, ad un foto cellulare con schermo a colori, poi il cane ha deciso di farlo cadere nella tazza del caffe', e sono passato ad un nokia anni 80, ma almeno manda gli sms.
La televisione ho completamente dimenticato cos e'... penso di poter dire che la guardo un ora al mese. Davvero gli anni in australia e nuova zelanda, mi hanno lentamente abituato a questo, prima perche' cmq non capivo la lingua, facendo diventare qualunque programma noioso, poi perche' vivevo in un furgone in mezzo alle alpi kiwis, fino a dimenticarmene.
In quei mesi davvero nel mio cervello ho risvegliato quella parte fatta per notare le cose e gli avvenimenti intorno, non solo quelli che riguardano persone, ma la natura in generale, da che parte e' il sole, in che direzione tira il vento, e quando cambia cosa sta arrivando, che tipo di nuvole arriva e a che velocita'. Tutte cose che posso applicare al lavoro che ho adesso, come guardare la luna e sapere che tipo di marea aspettarsi, capire vedendo le onde dalla terraferma dove e in quali isole andare a immergersi.
Sia i temporali che i tramonti in questa parte del mondo sono spettacolari, suoni, luci e vibrazioni. Tante      sere mi ritrovo seduto in giardino al coperto, con i tre cani rompipalle, a guardare questi lampi rosa che buttano giu i vetri e le goccie d'acqua da kilo e mezzo che scendono quasi orizzontali, piegare i banani dietro casa di forza.
Tutte queste cose me le stavo perdendo perche' stavo guardando la TV.
Mi sono accorto che se do meno tempo a tutte le cose con uno schermo, piccolo, medio o grande, scopro un sacco di cose belle nel mondo, e ho un sacco di tempo per godermele.
Vivo in un posto fantastico, ma anch io a volte me ne dimentico, e riesco ancora a lamentarmi ed essere stressato, per il lavoro, per gli impegni, per la vita da bravo membro della societa'...
La soluzione non e' difficile, basta mettere le scarpe e partire verso la spiaggia intorno le sei di sera, i primi 5 minuti su e giu dalla collina con i banani intorno, con vista osservatorio lunare islam



 fronte spiaggia, poi su e giu attraverso una cava di ghiaia






fino alla spiaggia, che se in bassa marea, ci permette di correre su sabbia bagnata e compatta, fino alla pista d atterraggio dell aeroporto







Immagino che queste foto facciano invidiare tanti europei, con una vita di routine e l ufficio in un palazzone di berlino, avere una spiaggia vuota dietro casa come questa, con 30 gradi tutto l anno e tanto sole!! Ma la gente nelle baracche di legno che vivono a inizio spiaggia non sembrano pensarla cosi, e, dando le spalle al mare, guardano la televisione e sognano di vivere in un grattacielo in europa, dove c e' fresco, tutti hanno un cubo di cemento con tante TV e automobili tedesche.
E' proprio umano, volere quello che non si ha gia'.  La teoria del bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto.
Allora provo a dimenticarmi anche di loro, del lavoro, degli appuntamenti e qualunque cosa, positiva e negativa, per quei 10 minuti di color arancione cerco di non pensare, vedere dove sono, cosa sto facendo... Quando mi risveglio dal sogno a occhi aperti, mi rendo conto che ci sono davvero in quel posto, e tuttquello spazio aperto del mare, con il mezzo tuorlo all orizzonte, ti invoglia di riempire i polmoni.
Non puo' che tornarmi il buon umore.
Almeno fino a 12 ore piu tardi, quando incontrero' i prossimi cinesi kamikaze.










Poi ho forzato nell applicare questi 10 minuti di concentrazione sul momento e l ambiente intorno a me in altri momenti della giornata, per esempio durante il viaggio in barca dal porto ai siti di immersione, quasi l unico momento di pace della mia giornata, dove sono tutti seduti e tranquilli, io mi siedo sul cofano, mi godo vedere i cinghiali sulle spiaggie di pulau gaya in cerca di cibo, la jungla appena dietro di loro di sottofondo, sole, acqua a 31 gradi tutto intorno, e un gruppo di persone che sta andando a  divertirsi in questi paradisi.
Riesco cosi a farmi tornare il buon umore anche li, so che l inferno sta per arrivare in pochi minuti, ma dimentichiamoci della parte mezza vuoto, e godiamoci la parte mezza piena visto che e' li, basta notarla.
Non serve emigrare in uno stato caldo tutto l anno, nemmeno in uno con stipendio procapite lordo piu alto per trovare un po di felicita'.
non si puo' neanche dare la colpa ai politici, ai consorti o alla societa' che non riesce a darci garanzie. Le ultime due volte che sono tornato in italia, entrambe per un mese, non ricordo di averla apprezzata cosi tanto.  La cucina di casa, la neve sul balcone, le montagne, il fumo che esce quando si respira  al freddo, le case degli amici, gli incontri al bar, i boschi del lago, mi ero perfino accorto, dopo 27 anni di vita li, che anche il lago ha tramonti perfetti a volte... ma non ne ricordavo uno!  O non ne avevo mai guardato uno per piu di 10 secondi perche preso da mille pensieri?
Anche la peara'  e la polenta non erano mai state cosi buone, e il fuoco del camino di casa cosi caldo.
Dove avevo vissuto, avevo passato troppo tempo a pensare ai problemi, perdendomi la bellezza che avevo intorno??
Davvero bisogna concentrasi di piu di cosa si ha attorno e notare che non e' quello a fare il bello o il brutto, ma la nostra percezione di esso.
Insomma, trovare la felicita' in quello che sei gia' e che stai facendo.

Ci sono un po di libri e film che spingono verso questa teoria, ma se dirlo fosse facile come farlo saremmo tutti felici, sorridenti e cordiali ,e sarebbe un mondo noiosissimo.
Quando e se, raggiungero' quel livello di conoscenza potro' tornare in Italia, fare il benzinaio, fregarmene della politica, del calcio, guidando la mia alfa di 45 anni con 70 mila km, a godermi i tramonti del lago e i finesettimana perso tra le dolomiti.

Ancora tanta strada da fare per quello, in questi anni ho imparato un sacco di nuove abilita', tante cose sulle persone  e sulle culture, sfatato tanti miti, e aperto la mente, e non ho voglia di smettere.
Imparare cose nuove richiede molto piu impegno e fatica che continuare a fare quello che sappiamo gia',  ma piu ci si prova, e piu si impara ad imparare, piu velocemente e con meno fatica! E piu lo faccio e piu apprezzo la parte mezza piena che ho sempre avuto da quando sono nato.
Come tutti gli esseri umani, ho bisogno di vivere al caldo per godermi poi il freddo invernale di casa, e devo tornare al freddo per un po per tornare ad amare il tempo e le temperature di qui.
Ancora adoro fare quello che sto facendo, ma sono cmq in una routine di confort e tranquillita', dal quale penso di aver bisogno di un break, una pausa per tornarmene un po irresponsabile senza pensieri, fregandomene dei problemi del mondo, di chi mi sta intorno, e anche dei miei.  Insomma, farmi i cazzi miei fissando il fuoco per ore, in mezzo ad un bosco senza segnale telefonico, mangiare carne in scatola   e dormire in tenda.
Ho gia' qualche idea per quest inverno, forse ne ho troppe ed e' meglio prenotare un volo e lasciare che le cose vadano come devono andare, basta che ci sia freddo e neve e niente pesci pagliaccio o turisti cinesi!!

intanto vi lascio con un video fatto in una giornata di scazzo nella spiaggia delle isole gaya e sapi.
arrivederci brothers