giovedì 20 settembre 2012

Dopo un anno di limbo



E' da un bel po di tempo che non scrivo, quasi un anno. Ricordo ancora l ultimo post, quando verso fine agosto ero alle perhentian island, ancora libero e selvaggio, senza responsabilita e nessun piano per il futuro.Ci ho provato qualche volta a buttar giu qualcosa, avevo iniziato un paio di volte e mai finito. La terza mi ero deciso a postare e fu il giorno che il mio fidato ibook g4 mi lascio dopo un lungo e onorevole servizio pluriennale di vita di strada.Che peccato, sara certo solo un oggetto, ma era un regalo e uno dei pochi item che mi aveva seguito dappertutto, un altro di quei migliori amici con cui hai vissuto esperienze indimenticabili e che poi devi salutare probabilmente per sempre.Mi ritrovo cosi a vivere qui nello stato del Sabah, sull isola del borneo, nella citta di Kota Kinabalu.  Scommetto che dei nomi che ho appena scritto avevate forse sentito solo "Borneo" e gia vi ispira immagini di jungle tropicali, spiaggiedi sabbia  bianca, acqua cristallina e indigeni tagliateste.
View Larger MapDa quando sono diventato istruttore subacqueo, dopo il nepal e poco dopo l ultimo post di questo blog,  lavoro per una compagnia di diving locale e faccio del mio meglio per insegnare la subacquea a ricchi cinesi vacanzieri che sott acqua si agitano spasticamente, vogliono toccare tutto e poco sopravvive al loro passaggio.A volte, quando mi capita di fare un corso con 8 di loro, non vorrei essere uno di quei piccoli poveri pesci pagliaccio, che per la sfiga di essere reso famoso da un cartone disney, sara per le prossime decadi il bersaglio preferito di questo 8 bufali che stanno per arrivare, arrancando e calciandosi in faccia l un l altro per la totale mancanza di controllo su quel che stanno facendo in quasi assenza di gravita.Ma su questo tornero piu tardi.Come sono capitato in questo posto di cui mesi fa neanche sapevo l esistenza non lo ricordo esattamente, probabilmente dopo la nuova zelanda mi ero abituato troppo a lasciare che le cose vadano come devono andare, si incontra qualche amico, si trova un posticino confortevole con un bel clima. Ma si, stiamo un po di piu, ho pensato tra me e me, rilassiamoci un po.Poi si trova un lavoro, un posticino dove stare, col bagno personale, il cibo in frigo e una cucina, un divano, tutti quei confort che mi mancavano da forse un paio d anni. Mi sono comprato uno scooterone, la ragazza malese gia ce l avevo, cosi e fatta.Viaggiare e una cosa fantastica, si possono fare piu esperienze in un anno che in 20 di vita lavoro-TV-letto, si incontrano persone pazzesche, culture diverse e mixare tutto questo continuamente e come fare una maratona di emozioni.Quante volte durante gli ultimi quattro anni mi sono ritrovato in quella brutta situazione. Vivere emozioni intense e condividerle con persone da poco conosciute, stati d'animo, viste mozzafiato, situazioni con cieli stellati a dormire in spiaggia con il rumore assordante delle onde, e poi arrivare ad un punto e doversi salutare, la maggior parte delle volte per sempre.Certe persone che si incontrano durante un viaggio sono davvero speciali, viaggiano sulla stessa lunghezza d onda, e il gioco diventa vedere chi riesce a farsi trasportare di piu.A volte scocca quella complicita da subito, una volta che si riesce ad aprire la mente e lasciar cadere tutti quei muri di luoghi comuni e paure della propria immagine, e si possono stringere forti amicizie in pochi giorni.La parte brutta e inevitabile, ancora, sara poi il momento del addio. Anche li bisogna cantare tutte le volte la tiritera del "ma si, ci vediamo qui o li, teniamoci in contatto, quando torno io, quando torni tu" e tutta quella serie di frasi scontate che davvero non servono e altro non sono menzogne a fin di bene.Prima dell imbarco poi, c e l unica e vera cosa che davvero ricordo per ogni persona, le strette di mano energiche e lo scambio di sguardi ammiccando un sorriso che dice piu di mille parole con certi amici, e di altre amiche un po piu vicine ricordo gli occhi profondi e pieni di passione, che mordicchiandosi il labbro inferiore facevano cadere qualche lacrima prima di abbassare lo sguardo e lentamente camminare verso il gate.L ho imparato bene che queste cose fanno parte della vita, ho imparato anche ad accettarlo bene, ma nonostante tutto, dopo un po stanca.Lo stile di vita degli ultimi anni e stato forte e meraviglioso, ma il mio cuore e il mio cervello cominciano ad invecchiare e mi rendo conto che non riesco piu a tenere il passo.Tutto questo muoversi, fare nuovi amici e dividersi ogni tot settimane, doversi abituare in fretta a nuovi  costumi, cibi e problemi di comunicazione ogni volta che si cambia paese e tutto il resto che ne segue, come trovare un lavoro, trovare la soluzione a problemi di visto etc... dopo un po stanca.Non "stufa" nel senso di annoiare, ma stanca fisicamente e mentalmente. Il bello e sapere che prima o poi si presentera l opportunita giusta per darsi una botta di vita, cambiare tutto di nuovo, ma una pausa di riposo ci sta bene.Dopo il mio primo lungo viaggio avevo preso la strada facile, quella di tornare in italia, trovare un lavoro, metter via piu soldi che potevo e vedere quando la slot machine della mia vita mi avrebbe dato un bel jackpot sul da farsi.Anche questa volta, poco piu di un anno fa, dopo la nuova zelanda, stavo per partire per un pazzo viaggio via terra verso casa, ma mi si presento questa occasione,un altra scappatoia al ritorno alla realta, la presi al balzo.Ricordo il mio primo giorno in questa citta. Uscito dall aeroporto mi sentivo spaesatissimo e c era un caldo fotonico.Si vedeva che non era proprio turistica dalla mancanza di servizi al terminal, la mancanza di orde di venditori e taxisti che assalgono qualunque uomo bianco con zaino a spalle che si guarda in giro con aria spaesata.Alla dogana ti danno il benvenuto, esci dalle porte di vetro scorrevole della zona arrival... e sei sull autostrada.Camminavo per le strade principali e mi rendevo conto che era tutt altro mondo da Kuala Lumpur, la capitale malese, tutta cemento, grattacieli a specchio, metropolitane e monorotaie sospese. I ristoranti tutti al piano terra completamente aperti, con il fumo e le fiammate dei cuochi cinesi che agitavano il cibo come giocolieri, ma molto piu sudati e unti.Le moschee e i loro megafoni urlavano ad Allah e io mi trascinavo a spalle il mio zainone sotto a sto sole sempre verticale sulla mia testa, cercando l ostello dove avevo prenotato. Mi fermai a prendere una bibita a uno dei convenience store e mi sedetti per gustarmela a riposo.Mi accorsi che la gente si soffermava spesso a guardarmi, e gia mi accorgevo che "l uomo bianco" o, orang putih, come dicono loro, non e molto comune qui.Tutte queste cose gia mi eccitavano.La gente locale si rivelo una delle piu accoglienti che abbia mai trovato. Tutti hanno aspetti posotivi e negativi, diciamo che la parte brutta della gente locale e la pigrizia. Non fanno pause durante il lavoro, ma lavorano 10 minuti tra una pausa e l altra. "C e caldo boss!" ti dicono.. oppure "ramadan boss, no mangiare no energia boss!"  ovviamente il "boss" lo aggiungono per farti contento.L altra faccia della medaglia pigrizia pero, e che con essa ne viene anche un rilassamento mentale abbastanza apprezzabile, la maggior parte di loro ha un sorriso stampato sulla faccia, il buon umore perenne e una cortesia introvabile altrove.Non fare oggi quello che puoi fare domani, siediti qui sotto la palma con noi e fatti una partita ai sassolini.Non so mai se dovrei inkazzarmi o sedermi e giocare ai sassolini e perdere qualche dollaro. In effetti mi chiedo spesso, chi sono gli stupidi? noi, pieni di soldi, con l i-phone e la giacca prada ma la faccia buia e stressata, o loro senza un quattrino ma seduti sotto la palma e i piedi nella sabbia, con la canottiera arrotolata in su per lasciare il panzone all aria aperta e  che giocano con i sassolini e se la ridono a crepapelle?Mi e sempre piaciuto ritrovarmi nei paradossi, e in momenti cosi e bello ritrovarsi a invidiare gente semplice, gente che anni fa avrei chiamato "sfortunati" o poveri.Come si fa ad essere sempre pieni di preoccupazioni e dubbi in testa, sempre con qualcosa da fare, qualcuno da incontrare, con la mente occupata da doveri e responsabilita che ci siamo creati e voluti da soli, il telefono che suona, il cartellino da timbrare...questi bene o male hanno tutti un lavoro, ma e difficile capire chi stia lavorando e chi stia semplcemende godendosi il giorno libero, ma sembra che davvero quasi tutti siano senza pensieri e preoccupazioni. Quando il capo sparisce tornano tutti sotto la palma, quando il capo ritorna li sgrida, ma che cosa gli frega a loro, appena se ne va di nuovo si torna ai sassolini e alle grasse risate.E come si fa a non andarci a nozze??Questo stato malese poi ha il piu grande mix di razze, con fusioni di mille stili diversi di culture e cucina, rendendo la varieta di scelte culinarie molto ampia, un mix di religioni molto piu equilibrato della penisola malese,rendendo i mussulmani mooolto piu aperti e cristiani e buddisti molto piu numerosi, facendo cosi diventare tutto molto piu facile in fatto socialeLa fortuna di essere un excolonia inglese rende la comunicazione non piu un problema, dandomi la possibilita di poter vivere in asia ma potendo parlare con chiunque e uscire e integrarmi facilmente con la gente del posto.La mia vita e cambiata radicalmente un altra volta. Dal gelido e nevoso inverno passato a vivere sul van nelle montagne della nuova zelanda al caldo umido costante tutto l anno, quasi sull equatore e con i piedi sempre nella sabbia o nell acqua del mare.Riguardo al mio lavoro, che dire. Non ci avevo mai pensato in passato di finire in questo campo. Da giovane sognavo di fare l istruttore di qualcosa, qualche sport indefinito, ma sulla terraferma. Non avevo una gran attrazzione per il mare, forse perche non avevo mai visto bene cosa c era sotto la superficie.Fare questo lavoro non e tutto rose e fiori come si puo pensare, ma vale i sacrifici che bisogna fare per godersi lo stile di vita.Come ripeto qui fa caldo, sempre, senza tregua. Con un po di fortuna e la brezza della marea di notte si abbassa sui 28 gradi, di giorno penso siano tutto l anno 32-34. vediamo un po cosa succede ai segnali stradali che non sono mai all ombra        





 Lo so, ci sono migliaia di persone che durante l inverno maledice il freddo e sogna di emigrare in uno stato tropicale col caldo tutto l anno, ma le giornate scorrono tremendamente uguali con l alba intorno alle 6 e il tramonto intorno alle 6 di sera. Dalle 8 alle 15 il sole e verticale sulla mia testa e non mi risparmia quando aiuto la ciurma a portare le bombole sulla barca, e nemmeno quando faccio il briefing o insegno con il livello dell acqua alla vita.Lacqua salata tutto il giorno addosso fino alla sera quando torno a casuccia. Qui chiunque se ne va in giro con una bottiglia d acqua addosso, se non ci si mantiene idratati costantemente la stanchezza e il mal di testa non ti perdonano.Quando tira un vento forte di punto in bianco e il segnale d allerta. Tra meno di mezz ora arrivera una bufera e con un buon 99% piovera a secchiate e le strade si allagheranno. Quando capita prima che torniamo indietro con la barca al porto so gia che sara un viaggio movimentato e che il 50% dei clienti asiatici vomitera l anima, speriamo fuori dalla barca.Non esiste una vera stagione delle pioggie, ovvero cambia ogni anno e nessuno sa mai cosa aspettarsi dal cielo.  Le previsioni non servono a niente, non esiste un giorno senza sole, e raramente ce n e uno senza pioggia. Per fortuna al 90% dei casi e di sera o notte, giusto per far scendere la temperatura.Se succede di giorno, come gia detto, son cavoli amari, acquazzoni da apocalisse per mezz ora-un ora, poi torna il sole, i motorini ripartono e la gente mette la t-shirt al sole, che si asciughera in 3 minuti e ricomincia a fare quello che stava facendo.Torniamo un po alla mia vita. La mia routine di vita alternativa. Mi sveglio verso le 6.20 , appena dopo l alba, tutte le mattine che devo andare in mare.Faccio una doccia fredda per svegliarmi e rinvigorire la circolazione dopo la calda notte, e un po di stretching a schiena, trapezi e muscoli del collo, obbligatorio per non prendere strappi trasportando le bomboleFaccio colazione con ciambelle o pane e nutella (a quella non rinuncio) e un buon espresso fatto con la moka.  

Ricontrollo che l equipaggiamento e le taglie siano quelle giuste, si carica la macchina e si parte verso il porto, dove prepareremo la barca e tutto l occorente per la giornata








Si va al bar per la seconda colazione dove incontriamo i clienti, un veloce briefing su cosa li aspetta, cosa fare, dove andare e a chi chiedere, compilare qualche formulario per l assicurazione e via, verso le 9 si parte destinazione isole        










dopo un viaggio tra i 15 e i 25 minuti, dipende dall attivita e dalle condizioni del mare, arriviamo a destinazione. Se devo insegnare faccio prima una spiegazione del tipo di corso richiesto, sul come usare l atrezzatura e sul da farsi una volta in acqua







Corso Open Water con le svedesi
facce molto convinte anche qui




grupo di 12 "U.S. Navy" grossi e tosti ma non capivano una minchia

poi si salta in acqua e si fa un po di orientamento in acque basse, giusto per non perdere l 80% dei clienti per affogamento                  




dopo la prima immersione, o andiamo al ristorante sull isola a goderci un bel pranzetto vista mare per poi coricarsi nell amaca per la siesta







o semplicemente attracchiamo in una delle piccole spiaggie intorno l isola, privatissima e circondata dalla jungla impenetrabile, da dove i babbuini controllano il posizionamento del cibo per rubarcelo durante il pisolino sotto la palma







A volte, se  clienti esperienziati lo richiedono, o semplicemente se vogliamo fare un uscita tra colleghi istruttori e divemaster, ci troviamo verso il tramonto con bibite, alette di pollo e snack, e usciamo per fare 1 o due immersioni notturne.Starsene a zonzo sulla barca, fuori dal casino del centro alla sera, cullati dalle onde e dal silenzio in mare aperto, col buio quasi totale e grand divertimento senza stress, e devo dire, la notte sott acqua, si vedono tanti mostri differenti







lo so che sei li, pagliaccio bastardo


vi siete mai chiesti come dormono i pesci?? la cosa simpatica e che non hanno palpebre e dormono con gli occhi aperti


Kota Kinabalu sullo sfondo, vista dalla spiaggia di  Pulau Sulug






un gruppo di amici per una notturna in tempesta memorabile

vista dal pontile di sera 




Durante il giorno, sotto acqua si possono vedere e fare tante cose, alcune serie, altre meno, ma spesso interessanti e divertenti











da mangiare per una settimana


questi sono il mio babbo (in alto) e mio zio (in basso),che son venuti a trovarmi lo scorso giugno


A fine giornata, si carica tutto di nuovo in macchina, si firmano i logbook, si saluta tutti e si riparte per  casa.La parola "casa" meriterebbe un capitolo suo...  l ultima volta che ho scritto abitavo ancora al 19esimo piano di un grattacielo lussuoso sopra un centro commerciale, dall altra parte della citta.Da marzo di quest anno ci siamo trasferiti a Kampung Putatan, in mezzo ai villaggi (kampung come li chiamano qui) di palafitte di legno dove hanno da poco costruito case nuove in muratura, pure belle.La differenza e esagerata e lo stile di vita, di nuovo, diverso. Qui e tranquillissimo, c e il giardino con due pastori tedeschi, 3 piani e un po di verde intorno.La parte migliore e che la sera, verso le 6, metto le scarpe ( l unico momento in cui le uso) e vado a correre per godermi il tramonto da un punto strategico.. la collina dietro casa che scende fino in spiaggia.Ogni sera, ancora con il fiatone, mi siedo e perdo 10 minuti a guardarmi gli ultimi raggi del sole, i colori, le nuvole, ascoltare il cantare degli imam delle moschee, e tiro i miei conti sulla giornata.i tramonti qui sono la cosa piu bella che un turista potrebbe fotografare, io spesso mi ci perdo totalmenteQuando traslocammo in questa casa, era vuota, e visto che mancavano ancora alcune licenze e altro per cominciare le operazioni in grande, nel tempo libero e nei giorni un po cazzari, ci inventavamo falegnami e carpentieri, ferraioli o pescatori, elettricisti e idraulici.Il cancello l abbiamo costruito noi al 100%, da tubi metallici, assi di legno, saldatrice e avvitatore                                                                 e pure i mobili di casa, grazie a tutti i trucchetti che avevo imparato seguendo il mio babbo al lavoro da giovincello, in un modo o nell altro, siamo riusciti ad inventarli e farli funzionare l uno con l altro.Non sono certo perfetti, ma sono una gran soddisfazione, partiti come assi di legno tutte uguali, lavorate solo esclusivamente da due persone fino a diventare, lentamente, un arredamento decente                                                                         Altre cose che fanno parte della mia routine sono gli incontri settimanali con un gruppo di viaggiatori online, si programma solitamente il giovedi sera, ci sono locali e gente di passaggio, ma sempre un bel po di pazzi con tante storie da raccontare e risate da fare

                                                  Se vado in ufficio spesso stacco presto e me ne vado alla vicina palestra di arrampicata, sono ancora una gran schiappa, ma mi piace, si riesce a scaricare un bel po di energia ma rilassare la mente allo stesso tempo









 quando capita di avere un paio di giorni liberi ce ne andiamo al suo campo base nella giungla, dove il mio amico tiene l allevamento di cani, un posto fuori dal mondo dove la gente e davvero ancora selvaggia e la polizia non ha potere, i cinghiali sono enormi e brutti, gli alberi altissimi e devo dire che a 1000m di altezza la notte si dorme davvero bene.La parte negativa sono i 70 km di strada sterrata (piu altri 100 di asfalto) argillosa, che se bagnata diventa peggio del ghiaccio.Anch io non ci credevo fosse cosi scivolosa prima di insistere per voler guidare, nonostante i suoi consigli sulla pericolosita.  "Non ti preoccupare" gli dicevo " ho guidato un furgoncino dell 86 sul ghiaccio in NZ" non sono un principiante. Si videro poi i risultati








tirarlo fuori fu una bella rogna
La sera, dopo cena, solitamente gli amici vengono a trovarci, si beve una birra, si gioca a biliardo, ma piu di tutto si sarano cazzate.Avere un tavolo da biliardo a casa fa tanto, la casa e sempre piena di visitatori, a volte facciamo serata  istruttori/divemaster, le stesse persone con cui mi trovo a pranzo, e abbiamo sempre qualcosa da raccontarci, qualche studente che durante il giorno aveva fatto cappelle ridicole,  scherzi subacquei fatti l uno all altro (di solito e sempre quello, chiudersi la bombola a vicenda) o qualche avvistamento di specie rara.Questo post e un breve riassunto di come me la cavo, e, a grandi linee, di cosa ho fatto e cosa sto facendo da un anno a sta parte, da quando ho smesso di scrivere.Di cose a dire il vero ne sono successe tante, ma come sa chi scrive un blog, pensieri, sensazioni e avventure, bisogna scriverle a caldo, piu passa il tempo piu passa la voglia e l entusiasmo.Dopo questo blog spero di mantenere questa voglia che mi e tornata, anche grazie al leggere blog altrui,  e di scrivere piu spesso su topic diversi, anche non viaggiando, c e sempre qualcosa da raccontare, sul passato, ma anche sul presente, o semplicemente su stati d animo o pensieri un po piu profondi.Forse un giorno scrivero un bel post sul corso di meditazione "Vipassana" che feci in Nepal prima di lasciare il paese, una delle prove di volonta piu dure della mia vita, ma che con i suoi sacrifici, forse non mi ha cambiato la vita, ma mi ha dato un gran bel punto di vista da cui osservarla e correggerla.Ma certo, cose cosi personali non sono certo facili da stendere in parole e ad essere condivise.Per adesso chiudo, e visto che non sono un gran che a parole profonde o toccanti, vi lascio con una foto presa da facebook che mi e piaciuta moltissimo e che di sicuro e ragionevole al 100%... ma come ho imparato, la saggezza sta nel fare la cosa giusta, non nel sapere qual e!! e fare tutte ste cose nel cartellone non e certo facile... ma puo migliorae la vostra vita di non poco....byeeeeeeeee




venerdì 9 settembre 2011

The silent world

Le emozioni fresche sono quelle che vengono stese meglio scrivendo un post, ed è per questo motivo che scrivo appunto della mia avventura piu recente, lasciando indietro il post sugli avvenimenti dopo l everest base camp trek(l ultimo post), e promettendomi di scriverlo piu avanti con piu calma, anche se, vista la presenza di un corso di meditazione, sarà un po piu personale e profondo del solito, e mi lascerò la scelta di postarlo o no.

Verso metà agosto un amico francese, Thomas, lasciò quel paradiso della nuova zelanda per trascorrere un paio di mesi in malesia prima di tornare in madre patria.
Con lui avevo trascorso gli ultimi tre mesi della mia avventura neozelandese, quasi 24 ore al giorno insieme, scherzi, cazzate, divertimento e miserie, e avevo proprio voglia di rivederlo.
Ero tornato dal nepal da 3 settimane ed ero un po ossessionato dalla grigia e cementosa calda e umida capitale e mi mancava davvero il mare, non per come lo vede la maggior parte della gente, ma per quello che c è sotto la superficie.
Il mio rapporto col mare è davvero una contraddizzione, ho sempre odiato la spiaggia e soprattutto la sabbia, quando entra tra le dita e gratta, quando il sale ti appiccica i vestiti fondendosi col sudore e l umidità, il caldo… aaaah…
La soluzione è entrare in acqua e restarci il piu a lungo possibile, immergendo le orecchie in modo da isolarsi dal mondo esterno, e davvero ne avevo una gran voglia.
Mi incontrai appunto con Thomas e decidemmo di scappare su una di quelle piccole isolette tranquille dove l unico mezzo di trasporto sono le tue gambe e l unica cosa da fare sono le immersioni, o nuotare in generale.
Carmen era indaffarata con il suo lavoro e purtroppo non poteva aggiungersi a questa vacanza per morti di fame. Tra i nostri obbiettivi era stare sotto i 10 euro al giorno (immersioni escluse) e non sprecare il tempo in camera col computer o al bar a bere come gli inglesi, non vedevo l ora di tornarmene in mezzo alla natura e isolarmi.
La scelta fu nelle isole “perhentian” ma decidiamo di stare solo nella piu piccola, e si dimostrò azzeccatissima.
Era tutto rusticissimo, i “turisti” vanno su quella grande, con molti piu servizi e molti meno topi e scarafaggi, ma anche piu cara. Qui ti mettevano lo zaino a spalle e ti facevano scendere dalla barca diretto nell acqua cristallina quasi in spiaggia, se qualcuno avesse avuto il trolley avrebbe dovuto metterselo sulla testa per non bagnarlo, se ne aveva due… questo posto già mi piaceva.



Troviamo quasi subito un bungalow a 30 metri dal mare a 9 euro a notte con bagno privato(piu cesso che bagno).






Scaricati gli zaini corriamo subito verso la jungla dove c è un sentiero che porta a un villaggio di pescatori e dal quale, un bel saliscendi ti regala un panorama di quanto bella e limpida è l acqua e quanto è densa la foresta tropicale, sempre pronta a riprendere terreno se lasciata a se stessa







già mi sentivo meglio. Ero reduce da 9 ore di bus notturno e una di barca, ma il silenzio della natura mi ridava energia e mi sembrava di poter respirare meglio.
E poi nella jungla almeno si è all ombra da quel sole potente, il caldo e l umidità ti obbligano a camminare lentamente e goderti meglio lo spettacolo intorno.
Dopo una mezz ora di cammino la stanchezza cominciava a farsi sentire, e pure il silenzio non era piu silenzio, ma un concerto di rumori e versi dei vari animali che giravano attorno. Si sentivano prima di tutti quelli pesanti che pestando sulle foglie secche quasi spaventavano, che scappavano dietro un albero o a coprirsi nei cespugli al nostro arrivo facendoci fantasticare su che tipo di mostro tropicale fossero, quelli che volavano sopra le nostre teste, pipistrelli compresi, lucertole giganti come sempre si vedono, strani scoiattoli che si ammazzano di botte sulle palme alte piu di 10 metri




e formiche di vari tipi, colori e dimensioni che ci “attraversavano” la strada, verdi, nere e rosse che siano.

Per non rovinarci tutte le sorprese il primo giorno decidiamo di tornare indietro e di riempirci finalmente lo stomaco.
Feci un giro panoramico dei centri di immersioni per trovare quello giusto, vista la bellezza del “mondo sommerso” da ste parti, c era una bella concorrenza e decisi di pagare un pacchetto di 6 immersioni (13 euro cadauna compreso equipaggiamento) in un centro piccolissimo, dove la gente ti tratta piu come un amico che come un cliente, dove non avevano un orario fisso per le immersioni,e si andava in 3 o 4 persone. Potevo presentarmi, chiedere dove andavano e unirmi.
Praticanmente andavo all ora che volevo, il giorno che volevo, chiedevo delucidazione sui siti e quando non mi immergevo me ne stavo sull amaca a guardarmi il tramonto cazzeggiando con i divemaster a far quattro chiacchiere.



Non vedevo l ora, sapevo che c erano due relitti, una dei quali era japponese di 100m di lunghezza. La prima immersione era al “templio”, una specie di roccia a forma di torre la cui sommità usciva dall acqua un paio di metri, sembrava davvero una colonna messa li apposta, profonda fino a 26 metri e piena di vita marina, pesci scorpione, squali bamboo, tartarughe, razze e tanti, tanti coralli e pesci… questo lo so perché al secondo tentativo di immersione riuscii a visitarla… al primo tentativo il mare era mosso, la corrente superficiale fortissima… il nostro divemaster ci fece saltare insieme e ci fece immergere calandoci lungo la corda che dalla boa portava al fondo e vi assicuro che era dura, sembravamo bandiera che sventolavano attacate ad un palo in un giorno di bufera e i due diver meno esperienziati sembravano a disagio. Una volta arrivati sul fondo la visibilità era brutta e il divemaster ci fece segno di aborto, tornammo in superficie e fui ancora felice della scelta del centro. I centri piu grandi non abortivano mai, erano come una fabbrica, scendevano con 10-12 persone e nuotavano per 45 minuti nel fango senza vedere niente, per poi tornare 3 ore piu tardi con altrettante persone.
Gli utlimi due giorni di agosto coincidevano due feste importanti per la malesia, l Hari raja (ultimo giorno di ramhadan) e la festa nazionale di liberazione (dai parassiti britannici) e l isola era vuota… i dive shop e ristoranti posseduti da malay erano chiusi, per due giorni l isola era un vagabondaggio di occidentali in cerca di cibo e divertimento, la corrente elettrica limitata alle ore serali e l acqua corrente forse un paio d ore al giorno. Certo soffrivamo anche noi, stavamo digiunando involutamente, ma la soddisfazione di vedere gli inglesi, sempre bruciati rossi come aragoste, inkazzati in crisi d astinenza da birra, burger e fish&chips mi ripagava il dolore e la fame.
L isola sembrava ancora piu silenziosa e selvaggia, avevo ancora piu voglia di starmene in mezzo alla natura e decisi prima del tramonto di andarmene a cercare un posto dove potessi starmene per i cavoli miei seduto a guardarmi il sole calare dietro l orizzonte dove guardava a ovest.
L unico posto dove poter camminare era appunto il sentiero di mattonelle sopracitato, dove finiva non lo sapevo ancora, ma non avevo sicuramente scelta, il sottobosco era troppo fitto ovunque per poter pensare di attraversarlo.
Avevo una di quelle musiche lente e camminavo lentamente, senza nessuna meta o appuntamento, i soliti rumori tra i cespugli, le cantilene dei geki, i gridi dei pipistrelli, e dopo 40 minuti di cammino vedo una specie di struttura strana.
Sembrava proprio una specie di resort abbandonato, semidistrutto col tetto in legno pieno di buchi, le scale quasi tutte spezzate, fatto tipo palafitta ma elevato almeno di 3 metri per avere la vista mare dal terrazzo dove prendeva posto un tavolo in legno mangiato dalle termiti.
Nel bel mezzo della mia pace e semimeditazione, i cui passi coperti dalla musica, mi salta fuori un biondo alle spalle e mi fa fare un salto da metro…
Non mi ero accorto di lui e mi ci vollero 3 minuti per tornare con i piedi per terra e rendermi conto che non era un mostro della jungla ma un essere umano, un tedesco per l esattezza.
Era praticamente un “abusivo” ma a chi importa?? La struttura era abbandonata… mi fermai a fare quattro chiacchiere e mi raccontò la sua storia. Aveva 25 anni e girava il mondo da 3. Era partito con 1000 euri e quando era nella merda cercava lavoro, e in un modo o nell altro riusciva sempre a raccimolare qualcosa per andare avanti. Viveva nella sua tenda piena di toppe piantata sul legno marcio del pavimento nell unico punto coperto dal tetto. Gli ultimi soldi li aveva usati per comprare il biglietto della barchetta per l isola. Stava li da tre settimane e aveva trovato un lavoro dapprima come cameriere in un kiosco locale, poi la popolazione dell isola, vedendolo spesso in giro, sempre sorridente, raccogliere rifiuti dalla spiaggia senza che nessuno glie l avesse chiesto gli dava vari lavoretti e qualche soldo. Il cibo e la doccia li aveva gratis al ristorante dove lavorava, lasciava tutti i suoi averi in tenda e quando era libero si faceva gran camminate in giro per l isoletta, essendo gentile e sorridente con tutti.
Non dico che vivrei come lui o che sia un esempio, ma da una parte lo ammiro davvero. Aveva un certo magnetismo quando parlava, era davvero una persona superpositiva, anche quando mi raccontava delle miserie vissute sembrava che i mali del mondo avessero su di lui l effetto che ha l acqua sulle piume d oca. E non era uno di quegli hippy che odiano la società e vanno in giro a bruciar auto e distruggere i mcdonald, sembrava davvero in pace con se stesso e con tutti. Il vero concetto di un cuore e una capanna era li davanti a me, e di certo, un posto piu pacifico di quello, con vista mare e lontano da tutto era quasi da fiaba.
Mi mostrò anche i suoi piedi, uno dei quali con piccole ferite fatte da formiche giganti assassine che se ne escono dalle tane dopo il tramonto e che i loro morsi, oltre a non mollare mai, trapassano la pelle e fanno sanguinare, quello diceva, era il suo grosso problema, a volte dormiva in spiaggia per paura che tornando avrebbe ripestato su di esse.
Mi consigliò di camminare un centinaio di metri piu avanti dove c era qualche mezzo bungalow semidistrutto sull acqua se fossi stato in cerca di un posticino per me e cosi feci.
Sembrava il posto perfetto per una lunga seduta.



durante gli 11 giorni sull isola ci andai spesso, sia al “mio” bungalow che a trovare l amico tedesco e farmi 4 risate sui suoi racconti di viaggio.
E una di quelle tante volte successe. Mancavano forse 500m alla spiaggia e stavo camminando lentamente, con la mia mente persa nella musica e nella calma e i miei occhi che scrutavano il buio che andava a crearsi tra gli alberi e i cespugli… un dolore fitto sotto i piedi… mi venne un flash istantaneo dei racconti delle formiche!!!
Lanciai all istante quello che avevo nelle mani e cominciai a saltare come un canguro cercando di schiacciarle col mio peso e farle smettere di mordere, non potevo vederle ma faceva un male cane e, girandomi, vidi la colonna di esse che attraversava il sentiero. Continuavo a saltare, , sembrava che a ogni salto stringessero di piu e l unico modo di vederle era sedermi ma ero in panico totale e non potevo controllare dove sedermi senza che ce ne fossero altre. Provai a saltellare su una gamba sola tenendo l'altro piede con le mani e vedere un po se riesco a togliermele di dosso. Era una sola sotto il destro ma era grossa, meno di quello che pensavo ma aveva la forza di un orso, la presi dal retro del corpo penzolante e schiacciato dal mio peso, ma si staccò, lasciandone la testa ancora attaccata e mordere… sembrava un film dell orrore. Anche sotto l'altro piede era una sola e dovetti fare le mie per toglierla prendendola dalla testa. La pelle sotto i piedi è abbastanza dura ma i loro arpioni erano penetrati come nel burro e faceva ancora un male cane. Dovevo raccogliere tutto quello che avevo lanciato all ingaggio del nemico, con un controllo meticoloso di non aver imbarcato uno di quei mostri.
Cominciavo ad avere le paranoie, per il tragitto restante sembravo uno che deve dei soldi ad uno strozzino e che sta attento ad ogni passo, ogni angolo, ogni rumore e movimento attorno, potevano essere ovunque ora, tutto d un tratto la natura non mi piaceva piu e il mio andarmene in giro scalzo sapeva tanto da coglione.
E quella fu l ultima volta che andai nella foresta dopo il tramonto.
Lamico thomas si fece delle grasse risate, oltre a chiedermi per quale motivo mi fossi portato 2 paia di ciabatte.

Avevamo due giorni liberi da immersioni, e vista la mia nuova fobia della jungla decidemmo di passarli in acqua, invece che sotto però, a nuotare in superficie e farcela passare.
Nei giorni precedenti avevamo passato qualche serata con uno dei divemaster del divecenter, un ragazzo francese appassionato di immersioni e pesca in apnea.
Ci declassò dicendoci che snorkeling è per “fighette” e dopo un po diventa noioso e ci diede qualche dritta su come migliorare i tempi di apnea in poco tempo per godersela. Ci prestò pure le sue mega pinne in carbonio, lunghissime per scendere piu profondo in poco tempo e per risparmiare ossigeno nuotando sottacqua.
Ci prestò pure le cinture con zavorra e ci intrattenne parlandoci di sensazioni e stati d animo che solo in apnea secondo lui si possono sentire.
Le sue teorie e le sue storie erano davvero coinvolgenti ed interessanti e il giorno seguente partimmo zaino a spalle per l altra parte dell isola, quella disabitata e libera da folle di snorkeler che venivano in barca dall isola piu grande.
Quasi due ore di trekking su un sentiero scavato dall acqua piovana, scalando per poi riscendere la collina a nord dell isola, caldo, caldo e caldo, sudore e sole nucleare sulla testa, per arrivare a una scalinata lunghissima e abbandonata (che porta alla torre telecomunicazioni) ed avere la visione preventivata dall amico apneista






quel giorno la visibilità era pazzesca, l acqua aveva un colore perfetto, non c era spiaggia ma solo scogli pieni di granchi e coperti da coralli e soprattutto, nessuna presenza umana, tutto per noi, almeno cosi credevamo.
Sembrava un vecchio porticello ma l attracco per le barche era crollato in acqua, sembrava nuovo ma era in disuso ed era l unica opera umana in vista.
Trovammo un posto per “lanciarci” fantastico, un canyon col fondo sabbioso e l acqua verde smeraldo che sembrava stesse aspettandoci







questo posto era fantastico sia da fuori che da sotto acqua. Era pieno di vita, pesci, molluschi coralli, stingrays ecc
dopo un oretta di snorkeling decidiamo di cominciare a immergerci e fare qualche foto subacquea. I tempi erano corti ma comincevamo a divertirci davvero molto piu che la semplice nuotata in superficie. Cominciavamo a vedere le cose piu da vicino e abituarci al pensiero che con pinne del genere puoi salire metri in pochi secondi, abituavamo il panico a restare nascosto e a concentrarsi sul muoversi il meno possibile, al non affannare la pinnata e a godersi il silenzio invece di guardare il tempo o cercare la superficie.
Diventò ben presto una droga. Nei due giorni di pausa ramadhan eravamo sempre in acqua. Decisi nei giorni seguenti di fare solo un immersione con bombola al giorno per lasciare abbastanza tempo per quelle in apnea. Dopo 4 giorni i tempi passarono da meno di 20 secondi a un minuto per me e 1 e mezzo per Thomas, con profondità quasi a 14 metri.
Ci alzavamo presto per essere i primi indisturbati in acqua, senza i rumori dei motori delle barche e a volte facevamo la “sessione tramonto” per vedere come il mondo subacquo cambia dopo l imbrunire.

Il quinto giorno sull isola andai finalmente a visitare il relitto japponese (con bombola) che era a 20 minuti di barca da dove stavo. Un tour di 70 minuti all esterno e allinterno di questa nave che giace su un lato a 18 metri, su fondo sabbioso.
Bellissima ed eccitante, qualche squalo, pesci scorpione, due great barracuda (all interno) e come tutti i relitti l adrenalina del “volo libero” nel fluttuare all interno, passando a pelo dalle grandi porte rese pericolose dal metallo corroso e affilato, a volte ricoperto dai coralli, e la stiva piena zeppa di pesci che si aggirano nella semi-oscurità.
Il nostro divemaster, ci portò a visitare la “tasca d aria” all interno, cosa strana e emozionante, a piu di 10 m di profondità, nella stiva, salire fino a dove l aria era rimasta intrappolata durante l affondamento, togliersi maschera e respiratore e poter respirare e parlare come fossimo in superficie, nel buio, e con il metallo corroso a una spanna dalla testa ma il corpo immerso e due barracuda che ci giravano tra le gambe.

Durante un altra immersione in un altro sito (Teluk Karma) visitammo delle piccole caverne, a volte davvero strette dove era impossibile nuotare, e ci si muoveva spingendosi lentamente con le mani per non sbattere troppo sulle pareti.
Squali ne ho visti parecchi, bamboo e black tip, ma sempre di dimensioni ridotte, per fortuna, meno di 2 metri sicuramente.

Mi divertii molto, le immersioni furono davvero belle e pure avventurose, tutte e 6 sopra i 60 minuti, molto piu della media, e dopo di esse mi fermavo sempre al negozio a chattare con i compagni e le guide, le loro amache ne erano anche un buon motivo.
Ma spesso, dopo il debriefing e la compilazione del logbook i discorsi tornavano a ridimensionarsi all apnea.
L atmosfera dell amaca, del mare, il tramonto, l assenza di TV o internet e il fatto di non aver nient altro da fare che parlare ed ascoltare, aiutava un po tutti ad aprirsi di piu e a parlare di topic un po piu profondi.
L ascoltare il francese riguardo alle sue storie di amore con il mare faceva venir voglia di andarci, ma una voglia pazzesca.
Quando si allenava riusciva a andarsene in giro per 2 minuti e mezzo e arrivare a 25 metri di profondità, e quando ci si concentra, ci raccontava, il silenzio totale degli abissi, le gambe che “pinnano” al rallentatore, come tutti i movimenti lo sono, è una fase di estasi diceva, è come la meditazione, ma in un altro mondo, in un'altra dimensione.
Esattamente come si immagina possa essere nello spazio, semibuio, silenzio totale e il tuo corpo che fluttua nel vuoto, che può permettersi ogni movimento a 360 gradi nelle 3 dimensioni con uno sforzo minimo, quasi nullo.
E quando si “vola” sfiorando il fondo in quel limbo l unica cosa che si sente è che non si vuole tornare in superficie e svegliarsi da questo sogno, ma poi il cervello si riaccende e da il segnale, “ciccio, sali o finisce male”.
Come la sveglia al mattino diceva, quando la senti la odi, ma sai che devi alzarti e andare in ufficio…
Beh, gli dicevo io, non è male il tuo ufficio qui!!


vista dal suo ufficio

Dopo un momento di silenzio, passato a cullarsi nell amaca, ci disse :”andiamo a vederci il tramonto dalla piattaforma??”

perché no??

A poche centinaia di metri dalla spiaggia c era una piattaforma semidistrutta (come un po tutto in malesia) galleggiante.
Ci infiliamo pinne, maschera e via.
Era ancora presto e nell attesa andammo a fare un paio di foto e a rompere le palle a un po di pesci pagliaccio, il che era oramai uno sport negli ultimi giorni






per poi verso le 19 salire su questa piattaforma e rilassarci. Il nostro amico tira fuori una di quelle buste impermeabili dal costume, con qualche banconota, una sigaretta e un accendino. Hai capito te!! Bella idea… e la vista cominciava a farsi interessante




Dopo un po ci passa la sigaretta con un bel sorriso e gli occhi già rossi…
ok ok… siamo in malesia, e qui c è la pena di morte (applicata anche ai turisti) per queste cose, ma siamo su una piattaforma in mezzo al mar di cina, vicini ad un isola dove la polizia non esiste e l unica regola applicabile di vita è il “take it easy”

IO: E mo, che si fa?? Tra un po fa buio…
LUI: appunto, andiamo a fare freedive insieme!!!
Cazzo!! Questa è una di quelle cose vietatissime che le mamme diventerebbero verdi e muscolose come hulk e metterebbero in castigo per mesi .. se potessero.. e come tutte le cose che mamma ti vieta da bambino, sai bene che sono una gran figata.

Quando dalla superficie il fondale era scuro, significava che c erano i coralli, perciò ci spostavamo dove la poca luce rimasta si rifletteva sul bianco della sabbia e ci faceva capire che non c erano pericoli di contusione.
Si stava eretti in superficie senza muoversi per qualche minuto a fare grandi respiri, io aspettavo che loro partissero per primi visto che ero quello che aveva l autonomia minore.
Con un movimento lento ci si metteva in verticale a gambe per aria e testa immersa, e si lasciava che il corpo prendesse velocità verso il fondo spinto dal proprio peso, per poi dare lenti colpi di pinne una volta immerse, e scendere fino a 5-6 metri dove si incontrava la sabbia. Prima di colpire il fondo, sempre alla moviola, si cambiava posizione mettendosi in quella del “paracadutista” a braccia aperte per rallentare e poi si nuotava in orizzontale, cercando di lasciarsi ogni pensiero alle spalle, spegnendo quasi il cervello e lasciando le braccia schiacciate sui fianchi, occhi sbarrati a godersi la vista dei pesci che ti guardano curiosi e tutto diventa piu leggero, un brivido ti attraversa, sei nel limbo... e poi..
la sveglia del mattino…

Ci misi molto a capire cosa ci sia di cosi magico. Io adoro fare immersioni con bombola ma questo aveva qualcosa di magico… ovvio dura davvero poco in confronto, ma il silenzio è totale, quando respiro dalla bombola, inalando il rumore della valvola e dell aria attraverso essa è abbastanza forte, ed espellendo la miriade di bolle oltre a scorrere di fronte alla maschera fa un gran chaos oltre che a far scappare i pesci, tutto l equipaggiamento mi fa sentire un po robocop, cavi, tubi,muta, giubetto, pesi ecc limitano un po i movimenti e la libertà, quando sei in apnea è davvero come nello spazio, la sensazione di libertà, il silenzio, i pesci che non scappano, e soprattutto la lentezza dei movimenti e la concentrazione fanno si che anche un minuto sembri durare un eternità, e questa cosa davvero ci ha colpito come un pugno senza preavviso, letteralmente assuefatti.




Dovevo stare una settimana sull isola, ma come già detto, c era una gran coincidenza di feste tutte insieme, come da noi ferragosto, primo maggio e 25 aprile tutti insieme, e dopo le feste le strade erano intasate, i treni e i pulman pieni e non c era modo di muoversi.

Che peccato… ero fregato, dovevo restare sull isola ancora per qualche giorno… sempre in acqua per 11 giorni di bel tempo, persone fantastiche, buon cibo, immersioni, e una capanna sporca e poco usata sulla spiaggia…

che vita di merda ragazzi

A bad day diving is better than a good day in the office

See yaaaa