lunedì 17 agosto 2009

Finalmente, via dalla folla, Sumbawaaa

Finalmente buone nuove. Sono partito per non so dove, e già questo mi piace. In due giorni ho già cambiato piano 3 volte. Troppo, troppo pieno dappertutto, davvero, non immaginavo che tanta gente facesse le ferie in indonesia, piu che altro Bali e Lombok, che sono le due isole turistiche per eccellenza.
Ricapitolando da Ubud, dopo aver testato il nuovo mezzo per una giornata, e devo dire molto meglio del precedente, sella piu lunga e vano sottosella enorme, piu comodo e piu rigido, e soprattutto con il serbatoio quasi il doppio di tutti gli altri mezzi a noleggio, arrivo fino a padang bai dove passo la notte per poter prendere il traghetto il giorno dopo visto che questo paesino è l unico porto da dove partono per varie destinazioni tra cui l isola di Lombok dove sono diretto. Non serve dirlo… tutte le guest house erano piene… ho trovato una stanza solo dopo un paio d ore di girovagare chiedendo ai local e il prezzo non era proprio basso, anzi… una delle peggiori stanze al prezzo piu alto pagato fin ora, ma si sa, loro, bastardi dentro, se ne approfittano, altre non ne avrei trovate e lo sapevano, c era pieno di backpackers in giro con lo zainone e contando che non avevano il motorino come me non so proprio dove possano aver dormito..
Il giorno dopo sveglia alle 5 a.m., colazione veloce e alle 5.30 siamo al porto ad aspettare il prossimo traghetto



Durante l attesa un ragazzo indonesiano si avvicina incuriosito e facciamo conoscenza. Parlava un inglese decente e sembrava simpatico. Ci ha fatto compagnia per tutto il viaggio in nave e ci raccontava che era nell esercito e viveva a Bima, era contentissimo di avere fatto i suoi 5 giorni di ferie a bali. Mah… 25 ore di guida in moto con madre dietro per farsi 3 giorni di ferie e altre 25 ore di ritorno… Ma la cosa stupefacente è che è l unico indonesiano fino ad ora con cui ho parlato che non mi ha chiesto soldi, anzi, era felicissimo di scambiare quattro parole con noi e invitarci a casa sua se fossimo passati dalla sua città. Dopo un paio d ore è tornato a dormire nella zona materassi visto che aveva guidato tutta la notte sotto la pioggia e io e Tomoko ci siamo fatti un piccolo accampamento fuori dalla folla per goderci il panorama della traghettata




Sul traghetto l amico indonesiano (Yuri) ci aveva dato delle dritte importantissime visto che faceva esattamente la strada che dovevamo fare noi, strade scorrevoli, tempistiche di percorrenza e tempi dei traghetti, facendoci cambiare programma per la seconda volta nello stesso giorno. Anche se la Lonely planet sconsiglia di passare la notte a Labuhan L. (senza darne una motivazione.. inquietante..) decidiamo di farlo visto che il tempo per arrivarci c era e il mattino seguente avremmo preso il traghetto per cambiare isola nuovamente.
Durante il viaggio ci siamo accorti subito di essere fuori dalle strade battute dai turisti che vanno tutti a nord e nessuno passa di qui dal fatto che tutti, ai lati della strada o seduti sugli scalini di casa ci sorridevano sorpresi e chi non lo faceva restava con gli occhi sbarrati a guardarci come se vedesse un marziano. Quando ci fermavamo per fare stretching ai nostri poveri culi e gambe distrutti la gente si congelava, chiamava la famiglia e tutti uscivano di casa e, restando di fronte all uscio, semplicemente ci fissavano ammutoliti, qualcuno sorrideva e qualcuno si avvicinava fino a 3 metri da noi e rimaneva immobile a fissarci per minuti.. gli unici, i soliti bambini, ci correvano incontro, il meno vergognoso ci urlava “”hi mister” e poi in gruppo scappavano ridendo. Quando ci fermavamo a fare benzina, in 3 minuti di sosta ci trovavamo 20 persone intorno che senza dire una parola, senza nessun imbarazzo ci circondavano e fissavano negli occhi e guardavano cosa facevamo… dopo un po sia io che lei ci sentivamo in imbarazzo, non ci davano respiro, non li capivamo, forse aspettavano che tirassimo fuori qualche spada laser o che ripartendo con lo scooter girassimo le ruote parallele all asfalto e partissimo volando come in ritorno al futuro…
Altra cosa che si fa notare molto a differenza di bali è il cambio di religione. Bali è prettamente indù ma qui sono tutti mussulmani e per strada abbiamo visto tantissime moschee, alcune bellissime, pulitissime e brillanti, nuove, e alcune in costruzione, due o tre era da fermarsi a fotografarle ma il tempo era nemico e abbiamo scattato in marcia quando potevamo.




Insomma, dopo 6 ore di traghetto e tre ore di guida arriviamo in questo paesino che fa da porto tra le due isole (Lombok e Sumbawa) e ci accorgiamo subito che era una giornata speciale. Cera una competizione in atto tra le varie classi delle scuole. Sembra una marcia militare, i ragazzi di una squadra, tutti vestiti uguali, implotonati con il capoplotone fuori rango col fischietto che da il passo. I ragazzi delle elementari fanno 8 km, le high school 18 e i maggiorenni 45km di marcia!!! Un casino della madonna e tutto il villaggio era per strada…
Vi assicuro che non c era un turista nel giro di almeno 100 km e ne vedevano pochi li… forse sarò blasfemo ma mi sembrava di essere il Papa a bordo della sua Papamobile con la folla a destra e sinistra che lo saluta a granvoce (magari mi insultavano che ne so) ed ero obbligato a viaggiare a passo d uomo vista la difficolta di evitare i “”plotoni” di bambini in marcia e i carretti trainati da cavallo.



Appena trovato l hotel, l unico del posto, ci sediamo sui tavolini esterni a giocare a carte e rilassare le giunture dove un cancello ci separa dalla strada. Fortunatamente la competizione non passava da li ma è bastato che un bimbo ci vedesse perché chiamasse tutti i suoi amici e da dietro il cancello cominciassero a farci uno spettacolino da ammazzarci dalle risate, una cosa del tipo 5 “hi mister!” al secondo con ruote, capriole ecc. A Tomoko sono rimasti cosi simpatici che torna in stanza, se ne esce con 3-4 caramelle e glie le porge… io resto allibito… tipo nei film al rallentatore cerco di fermarla e nel mentre (sempre al rallentatore) dalla mia bocca esce “noooooooooo” i bambini alla vista delle gustose e cremose alpen liebe si trasformano non in licantropi ma in scimmie e cominciano ed arrampicarsi sul cancello appuntito incuranti del pericolo…



la stessa scena l ho vista all olimpico il giorno del derbi roma-lazio nel 2001…. Pensavo la sbranassero, ma come funziona il trucco di lanciare il bastone al cane lei lancia le caramelle e loro partono. La violenza non mancava, e come si suol dire, bambini morti dappertutto.



La sera abbiamo provato ad uscire a cercare un ristorante ma la cosa era esagerata, troppo, troppo imbarazzante, era tipo forrest gump quando correva con la scia di persone al seguito che aumentavano sempre di piu, e chi non ci seguiva ci fissava. Il paese era parecchio buio e aveva l aria di una favela brasiliana, non ci sentivamo per niente a nostro agio, so che nessuno ci avrebbe fatto qualcosa di male, ma era il primo approccio con questo “tipo di turismo” e devo dire che non vedevo l ora di lasciare quel posto. Ora forse capisco che chi scrive la lonely planet la sa piu lunga di me e non ha bisogno di dare spiegazioni. Una nota.. nel villaggio (hotel compreso) c era sia l acqua corrente che la luce elettrica a intermittenza e solo poche ore al giorno… e la doccia si faceva col secchiello cercando di non scivolare nella turca…
Il rovescio buono della medaglia è che cominciavo proprio a risentirmi in viaggio, uno di quei viaggi che pochi fanno, certo, mancano tutte le comodità a cui noi europei siamo abituati ma la sensazione di sentirsi un po “esploratore dell ignoto” vale la candela.


clikkaci sopra e la vedrai grande....

E qui comincia l avventura e questo paesino non era altro che il primo impatto con lo “”stile di vita” che avremmo avuto da li in poi. La mattina dopo, verso le 6 a.m., ci dirigiamo verso il porto dove uno dei loro traghetti arruginiti ci avrebbe portato in Sumbawa, isola di poche se non nessuna attrazzione turistica. Praticamente vera! L indonesia che volevo vedere, fatta di indonesiani mussulmani che si alzano alle 5 di mattina per pregare e che per portare a casa la spesa prendono il carretto a cavallo.
Appena approdati sapevamo che ci aspettava un viaggio non da scherzo come raccontato dall amico Yuri, ci dirigiamo verso la capitale dell est sumbawa, Sumbawa besar, dove avremmo pernottato una notte per spaccare il viaggio a metà. Strada messa bene, traffico minimo e panorami da urlo hano reso la guida molto piacevole.









Anche qui piu o meno stessa storia anche se meno pesante, la città era grande e la gente indaffarata ma tutti, e dico tutti quelli che ci notavano non ci toglievano lo sgurdo di dosso. Dopo aver trovato da dormire prendiamo il motorino, visto che camminare era impossibile senza essere seguiti, e andiamo a fare una spesa per il lungo viaggio del giorno dopo.
Come anticipato dall amico, la strada dopo S. Besar fino a Empang è abbastanza malmessa e in certi punti semidistrutta, pezzi di sterrato, lavori in corso ogni 2 km e buche profonde 20 cm, insomma uno slalom gigante, e quando sbagli (spesso visto i 160 kg di carico totale la moto non era agilissima) gli “stoooock!!” delle sospensioni mi preoccupavano parecchio… a volte si guidava a passo d uomo… insomma per 260 km di strada ho guidato 7 ore e mezza…
Arrivo al traguardo (Huu) alle 1530 del pomeriggio, distrutto davvero stavolta ma felice di aver visto tanti posti naturali intoccati e disabitati e passato attraverso piccoli villaggi dove, a parte l arrivo dei motorini, la vita probabilmente si svolge come 30 anni fa e la gente cazzeggia seduta a bordo strada o giocando a carte e le donne lavano i vestiti e fanno la doccia ai bambini in un ansa calma del fiumiciattolo che scende dalla collina.



Ho persino incontrato due (padre e figlio a occhio) che scaricavano un bufalo da una barca portato da non so dove per portarselo a casa. Spettacolare, pensate un po, loro guardavano increduli e salutavano me da lontano che gli facevo le foto e io allo stesso tempo guardavo stupito come lottavano con sto animale immenso per farlo scendere dalla barchetta di cartapesta e portarselo dietro.



buffalo soldiers


Penso sia da quando ho 14 anni e il primo motorino che volevo fare un viaggio in moto, e con tutti i mezzi a due ruote che ho avuto in vita mia, di tutti i tipi davvero, è quasi ironico che faccia il primo con uno a noleggio. In due, bagagli abbastanza leggeri, il gps attaccato con lo scotch sul cruscotto e la solita colonna sonora di eddie vedder piuttosto che somewhere over the rainbow a ripetizione…Insomma non è la solita uscita domenicale con la tuta in pelle e il ginocchio che sfiora l asfalto, l adrenalina di un paio d ore che finisce con una birra al bar e a casa per farsi una doccia. Qui mi sto spaccando proprio il culo, i polsi oramai li giro a 360 gradi e sulle lunghe percorrenze pure la schiena ne risente, sulle buche poi… Ma poi tolgo il casco per il caldo che sale dall asfalto, guardo la strada libera di fronte a me senza buche, do un po di gas e lascio che l aria di mare sbatta qua e la i miei ormai disordinati ciuffi di capelli, lascio attraversare le scimmiette spaventate dal mio arrivo che cazzeggiavano in mezzo alla strada, dopo la curva spero che quei 4-5 enormi bufali al lato non si inkazzino per le mie suonate di clacson, e rallento per dare il “cinque” ai bambini dei villaggi e tutto il dolore e la fatica spariscono, penso a dove sono e cosa sto facendo, e sotto il rayban quasi la lacrimuccia scende, in quei pochi secondi in cui davvero non c è niente di negativo.. va beh, spiegarlo a parole è inutile e tanti di quelli che leggono questo blog sanno di cosa parlo..
Ora sono a Huu, penso l unico posto dove ci siano turisti sull isola, e ho scoperto che è una mecca per i surfisti, l unico bungalow senza un surf fuori è il mio e tutti sono semiprofessionisti o superdraghi, li ho visti oggi, pazzesco. Ma davvero poca gente, una specie di posto segreto e comunque difficile da raggiungere anche in auto. Non ci sono minimarket, negozi o club, solo bungalow sulla spiaggia e 2 o 3 ristoranti per i clienti, il solito villaggio di pescatori locali e una spiaggia bianca infinita e libera. La gente che viene qui viene davvero per surfare e surfare, e la sera giocano a poker con la birra fresca (agli ozzy togliete tutto ma non la birra) tranquilli e beati, a letto presto, e la mattina surf again… bell atmosfera e bel posto, mi sa che ci sto piu delle due notti programmate, perché no, il bello di essere autonomi è proprio quello di non avere programmi e cambiarli continuamente no?? See ya mates

3 commenti:

andreanord ha detto...

continua così gire, va in posti inculati e goditeli anke per me! a mangia un nasi campur anke per me!

Anonimo ha detto...

viva la lonelyGIREplanet...

belli

Anonimo ha detto...

ciao scarsissimi. mi sono fatto una scorpacciata delle tue ultime avventure e son felice di trovarti così bene. salutami la giappo e continua così, anche se il messaggio dal popolo bellunese è "tajete i cavei e va' a laorar!"